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POESIE DI BENEDETTO GIUSEPPE RUSSO
Anelito
Gelido e frizzante
Il tocco del vento
Mi spinge a rifugiarmi
In un notturno abbraccio.
Mi aggrappo a sogni lontani,
Preda d’impossibili illusioni!
Quanto dolce è avviarmi tra i meandri del cuore e carpire
Tra brezze vespertine e fronde ombrose
L’ammaliante respiro di Amore.
Assueto ad esser più volte malinteso,
Di pochi cuori, genuini, amico,
riposa e attende in un silente giardino
Chi fugge e brama la pace che non ha.
E mentre il giorno assolato mi assale,
Egli, sornione, ogni breccia chiude.
Invano anelo al suo conforto,
E l’ansia immoti rende i miei sguardi
Ché il sole del dì calor non mi sa offrire.
E quando il giorno volge al declino,
Ecco comincio il trepido cammino.
Sul far del crepuscolo,
Violacee emozioni,
Atavici ricordi,
Mistiche suggestioni
Rapiscono lo sguardo
E lo spirito in estasi tocca i cieli.
Mi avvolgo in un manto di siderea luce,
E tra le serene ombre della sera
E i soffusi barlumi di tiepide case
Giungo commosso alle porte di Amore:
Accedo speranzoso e una passione
Placida e Pacata
Chiude nel silenzio la mia solinga giornata.
Amore sussurra una voce
Che il vento disperde lontano
Ma nel villaggio del cuore
Si ode un invito sibillino:
“Non più spegner l’anelito
Di un animo vagante
E il sole non v’inganni
Se il cielo radioso fa”.
E poi a me, consolante, dice,
Come un padre al suo bambino:
“Se il fuggir della notte
Sognante ti lascia, e disilluso,
Non disperare,
Ma impara ad amare
Le stelle del mattino”.
Poesia finalista al concorso internazionale "Ciro Coppola" 2009 (Ischia)
Amore materno
Aurora del nascente giorno,
Luogo delizioso dei miei sogni più ameni,
Terrestre paradiso, angolo di pace,
Rifugio dai rumori martellanti della vita,
Il tuo amore, mamma, dura sin dal mattino.
Tra fumi e frastuoni di un traffico ostinato,
Una donna, ho notato, stringeva al petto il suo bambino;
Avanzava sulla strada ansiosa e circospetta,
E carezzava il figlio con dolcezza.
Temeva per lui, più che per sé,
Quell’aria greve che li avvolgeva.
E se per sé temeva,
Era per quel pargolo
Che con amore proteggeva.
Solo allora ho forse compreso,
Quanta cura verso me!
L’emozione dei tuoi sguardi quando gioisci dei miei progressi,
L’inquietudine sincera per le mie ansie,
L’empatia quando piango,
La virtù dell’ascolto
Quando ho bisogno di comprensione.
Il tuo amore, mamma, dura sin dal mattino.
Con pazienza e speranza, mi insegnavi a camminare,
Nell’attesa del domani,
Preghi Dio per il mio avvenire.